Se le
particelle non esistessero, o almeno non nel senso che
pensiamo noi oggi?
Se il mondo nella sua struttura più intima fosse sia continuo che
discreto?
Se e fosse
possibile ipotizzare un modello all’infinitamente piccolo davvero
comprensibile a tutti anche in modo intuitivo?
Se ci fosse un
livello di indagine sotto al quale non sia possibile spingersi per
definizione?
Se fosse stata
concepita un’ipotesi del mondo fisico totalmente nuova?

Per acquistare il libro direttamente presso la
Società Editrice Universo:Â
www.seu-roma.it
HANNO DETTO DEL LIBRO
1
Un’idea bellissima
e audace. Un libretto facile da leggere fino alle ultimissime pagine. Una
lettura che consigliamo a tutti.
Sylvie Coyaud
Giornalista
Conduttrice de�Il Volo delle Oche� – Radio 24 Il sole 24 0re
http://www2.radio24.ilsole24ore.com/oche/
2
La nostra mente
utilizza schemi interpretativi del mondo che si sono sviluppati nel corso della
evoluzione della razza umana.
Tali schemi
sono quindi determinati dalla realtà che ci circonda e a cui l'homo
sapiens ha potuto accedere tramite input sensoriali diretti.
Non sorprende pertanto che la fisica dell'infinitamente piccolo e
dell'infinitamente grande, per quanto coronata da successo, sfugga ad una
rappresentazione intuitiva della nostra mente.
L'idea avanzata da Gasperoni offre una potenziale interpretazione dei
fenomeni fisici piu' familiare agli schemi della nostra mente.
Attendiamo con grande interesse il passaggio dalla intuizione alla
"teoria fisica": un modello della realta' che sia in grado di
riprodurre i dati sperimentali e di effettuare predizioni che siano
verificabili con nuove osservazioni.
Prof. Luigi Piro
Beppo–Sax Mission Scientist
Istituto diÂ
Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica IASF
C.N.R.
3
Il libro di
Francesco Gasperoni offre una possibile ed intrigante spiegazione del mondo.
Di rimbalzo in
rimbalzo l'autore ci guida attraverso un percorso filosofico e fisico
suggerendo alcune soluzioni molto affascinanti come la schiuma solitonica dei
Bouncers come origine della materia.
Come
giustamente sottolinea l'autore non e' detto che la soluzione da lui proposta
sia quella vera, ma un'idea nuova,
soprattutto se ben costruita e motivata,
sicuramente e' l'occasione per riflettere, per porsi delle domande e
soprattutto per sforzarsi a cercare delle risposte.
Prof. Lucio Angelo Antonelli
INAF - Osservatorio Astronomico di Roma, Italy
Titolare di “Astrofisica delle Alte Energieâ€? – UniversitÃ
degli Studi dell’Aquila
L’IPOTESI BOUNCERS IN BREVE:
MUCCHE E OCHE
Per una
esaustiva ed allo stesso tempo divulgativa presentazione del libro e dell’Ipotesi
Bouncer, mi è sembrato appropriato riportare il testo dell’intervista a me
fatta sull’argomento da Sylvie Coyaud nella sua trasmissione scientifica Il Volo delle Oche (in onda alle ore
13 tutti i giorni su Radio 24, il Sole Ventiquattrore).
Essendo il
testo sbobinato alla lettera, alcune frasi sembreranno un po’ strane, essendo
il linguaggio parlato e non scritto.
Tuttavia per il
modo in cui quest’intervista è riuscita a comunicare ed a spiegare i concetti
fondamentali dell’ipotesi Bouncer ad un pubblico eterogeneo come quello della
radio, ho voluto riportarla alla lettera per amor di cronaca.

Francesco Gasperoni
IL MONDO E’ FATTO DI STRINGHE, DI
LOOP
O DI “BOUNCERS�?
Ecco il testo
dell’intervista radiofonica avvenuta Martedì 31/08/04 alle ore 13 a
Il Volo delle
Oche – In Viaggio con la Scienza
Radio 24 – Il
sole 24 ore
http://www2.radio24.ilsole24ore.com/oche/
(prima
dell’intervista la conduttrice ha fatto mettere come introduzione il suono del
big bang in sottofondo che, se volete ascoltare, potete farlo attraverso il
link qui sotto)
http://www.astro.virginia.edu/~dmw8f/index.php
Sylvie Coyaud
Sentito così
non fa un grande effetto il suono del big bang, ricostituito da Mark Whittle
dell’Università della Virginia, che un giorno sarà nostro ospite.
Tutto questo
per salutare Francesco Gasperoni.
Francesco Gasperoni
Buongiorno
Sylvie Coyaud
Buongiorno a
lei.
Francesco
Gasperoni è un fisico semidilettante, potremmo dire, molto
teorico, che ha pubblicato un libretto piccolo, facile da leggere fino alle
ultimissime pagine (abbastanza facile,Â
perché bisogna stare attenti e seguire il ragionamento, ma questo
chiunque sappia leggere lo sa fare).
Il libretto,
edito dalla Società Editrice Universo di Roma, è intitolato “Bouncers�, e sulla
copertina tutta nera, stampata in
bianco, oltre a una beta sbarrata, ha la domanda “Di che cosa è fatto il
mondo?�.
La risposta è
nella parola Bouncers, e già vi sarete un po’ spaventati.
Invece, per
darvi un’idea di come è fatto il libro, inizia facendo il punto su quello
che la fisica ha fatto per spiegare l’universo ipotizzando, appunto, punti
materiali, spazio tempo quadridimensionale e Relatività , Particelle onda e
Meccanica Quantistica, Stringhe, Spazzi di Calabi Yau, Brane, io aggiungo Loop,
Condensati Fantasma.
Ovviamente nessuna
di queste teorie per spiegare la genesi della natura funziona, tutte sono piene
di problemi, e allora Francesco Gasperoni propone di ripartire da
capo guardando una mucca per definire il concetto di esistenza di alcunché.
Certo fondare
l’esistenza su una mucca mi sembra un po’ osè , ma questo è un libro che ha
un’idea, un’idea bellissima e audace, ( a cosa serve avere delle idee se non
sono audaci), e cercheremo di spiegarla partendo proprio dalla sua definizione di esistenza.
Francesco Gasperoni
Io infatti mi
sono chiesto: qual'è la prima cosa da spiegare della realtà che ci circonda?
O meglio
ancora: quale è la principaleÂ
caratteristica della realtà ?
Perché io
questo volevo spiegare: di che cosa è fatto il mondo e quindi di che cosa è
fatta la realtà .
La risposta è
stata banale: la principale caratteristica della realtà è che essa esiste.
Seguite il
ragionamento.
Quindi
l'aspetto fondamentale da spiegare della realtà , mi sono detto, èÂ
l'esistenza.
Ma quand'è
che qualcosa esiste, e quindi: qual è la prima, fondamentale caratteristica
dell'esistenza?
Per fare un
esempio grossolano, e arriviamo alla nostra mucca:
quand’è che,
per noi, una mucca comincia ad esistere?
Una mucca, per
noi, comincia ad esistere nel momento in cui noi ci accorgiamo di essa
urtandola,
sentendone, che so, l'odore, mungendola,
e così via.
Possiamo
dire, ancora, che una mucca comincia
ad esistere, relativamente a noi, nel momento in cui noi interagiamo con essa.
Prima di tale
interazione, ovviamente, di quella mucca noi non potevamo dire o pensare
alcunchè.
Prima di
quell'interazione, quella mucca, per
noi, relativamente a noi, ovviamente, non esisteva affatto.
E' ovvio che,
in questo caso, la nostra mucca esisteva anche prima che noi ci accorgessimo di
lei, perché comunque interagiva con altre cose, altre persone ed altre mucche, anche senza di noi.
Ma a quel
punto, ed è lì che mi è venuta l’idea, mi sono detto e mi sono chiesto:
se parliamo invece di particelle fondamentali, ha senso parlare di
esistenza senza interazione?
A quel punto,
così, ho formulato il principio sul quale ho basato il mio modello, il
Principio di esistenza che dice, molto banalmente e cartesianamente:
Interagisce,
quindi esiste.
Sylvie Coyaud
Allora, Prima
che lei proceda, Francesco Gasperoni, io le chiedo un attimo di pazienza.
INTERMEZZO
Sylvie Coyaud
Torniamo a
Francesco Gasperoni, l’autore di “Bouncer, Di che cosa è fatto il mondo?� un libro, secondo me, veramente alla portata di chiunque abbia
voglia di ragionare. Però deve avere sinceramente voglia di ragionare su come
nasce un universo.
Siamo arrivati
a ciò su cui si fonda l’esistenza di qualsiasi cosa ( fermiamoci alle
particelle elementari, ma insomma potrebbe valere anche per una specie o un
pensiero), ovvero l’interazione.
E come si passa
dall’interazione al Bouncer?
Francesco Gasperoni
E’ abbastanza
facile, perché se noi ci ragioniamo partendo proprio dal principio di
esistenza, quello che dice banalmente “interagisce quindi esiste�, in base a
questo principio, (è questo il salto)
l’esistenza, si manifesta solo nel momento
dell’interazione.
Da questo segue
che per parlare di esistenza, non basta più un corpo solo, ma ce ne vogliono
almeno due: 'uno che si accorga dell'altro.
Sono arrivato
quindi a questo punto allora alla conclusione che
non sono i
corpi ad esistere: ciò che esiste è l'interazione fra essi.
E se accettiamo
anche, e questo è l’ultimo step, che il tipo più semplice ed elementare
possibile di interazione sia l'urto, possiamo concludere finalmente che
il costituente
fondamentale della realtà è l'urto fra due corpi.
Questo urto,
questo punto/momento di esistenza, il costituente fondamentale della realtà ,
banalmente, lo ho battezzato “Esistente�.

Un Esistente
I bouncers sono
quelli che creano con il loro urto questi esistenti.
Per definire
come è fatto un bouncer, il modo in cui li ho ipotizzati, sono partito più dal
tentativo di farne un vero e proprio identikit, ovvero:
prima di tutto i
bouncers, qualunque cosa siano questi corpi, i corpi che si urtano per
generare l’esistente, da soli non esistono, perche contravvengono al
principio di esistenza “interagisce quindi esiste� perché non interagiscono con
niente.
Poi, debbono
avere come dimensione sicuramente un multiplo delle dimensioni più piccole
consentite dalla fisica moderna, in questo caso ( per i più addetti) sono le dimensioni
di Planck.
Debbono avere
traiettoria costante perché, per definizione, non hanno
forze che agiscano su di essi.
E, per la
stessa ragione, cioè perchè non hanno forze che agiscano su di essi,Â
debbono viaggiare a velocità sempre costante.
Concludiamo
allora che questi corpi debbono viaggiare costantemente alla velocità della
luce poiché essa è la maggiore velocità raggiungibile nell'universo e questi corpi, urtandosi, costituiscono gli
esistenti che a loro volta costituiscono tutto l'universo, compresi,
ovviamente, i fotoni, e , quindi, non possono andare più lenti dei fotoni.
E visto che i
fotoni vanno alla velocità della luce questi corpi dovranno essere in grado di
raggiungere la velocità della luce, e, in più ancora, visto che debbono
viaggiare a velocità costante, questi corpi viaggeranno costantemente alla
velocità della luce.
Ovviamente
visto che, di fatto, dopo quest’urto rimbalzano, sono quindi dei rimbalzanti in inglese li ho
battezzati: Bouncers.

il simbolo dei bouncers:
il beta tagliato
Sylvie Coyaud
Ecco. I
rimbalzanti che noi abbiamo chiamato rimbalzoni, per l’idea del fotone, per la
particella che tende ad essere che so, l’elettrone, per farli rimare.
Capisco che non
vada bene, anche perché lei si chiama Gasperoni, e quindiÂ
potrebbe esserci una particella che si chiama Gasperoni.
Francesco Gasperoni
Beh, ma proprio perché mi chiamo Gasperoni alla
fine li chiameranno rimbalzoni.
Sylvie Coyaud
Però i fotoni
sono delle particelle un po’ speciali diciamo, perché non hanno la massa, non
hanno una carica. Ecco, ci sono delle proprietà particolari che ha dovuto
aggiungere o togliere ai rimbalzanti, ai bouncers, per renderli coerenti e
fargli poi produrre un universo.
Francesco Gasperoni
I bouncers
sostanzialmente per adesso hanno sicuramente delle caratteristiche un po’
strane rispetto al solito. Prima di tutto il fatto che non interagiscono con niente
se non altri bouncers, ma ovviamente a quel livello non c’è altro.
Sylvie Coyaud
Beh, essendo
loro all’origine dell’universo, mi sembra un po’ difficile…
Francesco Gasperoni
Quello a cui
adesso sto lavorando è proprio la creazione della cosiddetta fluidodinamica dei
bouncers, cioè il cercare di assimilare il flusso di bouncers nell’universo, e
di esistenti, ovviamente conseguenti, a un fluido e a creare attraverso tutte
le varie equazioni che poi ne verranno da questo, creare tutto quanto, tutta
quanta la materia, tutto quanto l’osservabile della fisica che abbiamo.
Ovviamente
fisica classica quantistica e tutto il restoin realtà non è altro che
l’emergenza da questa realtà sottostante.
Sylvie Coyaud
E’, appunto
dicevo, un’ idea bella e seducente perché ci sono altri sistemi
che…anzi, quasi tutto esiste soltanto perché c’è un “secondo�, cioè un altro
rispetto all’ “uno�.
Però è raro che
un fisico, anche se magari di professione fa tutt’altro, e fa il fisico
fondamentale, come avete sentito, fra l’altro, con grande coerenza perché il
libro è piccolo ma è molto attento,Â
ecco, insomma, io mi domandavo: per chi ha scritto il libro?
Perché fino
all’ultimissima parte, che è proprio per gli addetti, fino alle ultime
paginette, ci sono più diagrammi, un po’ come quelli di Feynman, voglio dire,
ci sono più diagrammi molto espliciti e non ci sono equazioni.
Quindi uno si
domanda: ma un’idea così è fatta per i cosmologi, e come mai allora ha scelto
un linguaggio dove c’entra la mucca…anche alla portata di noi oche?
Francesco Gasperoni
Io ritengo
sinceramente che il mondo nella sua struttura intima sarà pure un po’
strano, ma non credo che sia poi così complicato.
Quindi alla
fine una vera e propria teoria fondamentale dev’essere comunque,
almeno per la sua parte di base, comprensibile da tutti.
A me colpì
molto molti anni fa una frase del grande Richard Feynman, uno dei più grandi
fisici della storia…
Sylvie Coyaud
Eh sì, ancora
lui.
Francesco Gasperoni
(Si ecco,
quello che lei ha prima citato, ecco mi rifaccio a lei)… che prima di una
lezione di fisica quantistica, disse al suo pubblico che, in
pratica, mentre lui avrebbe descritto "come" funziona la natura,
loro non avrebbero capito "perché" funziona in quel modo, e questo
non tanto perché lui non lo sapesse spiegare, ma perché questo non lo capisce
proprio nessuno.
E’ questa la
cosa che a me ha dato più fastidio.
Forse questa
frase è stata proprio quella che mi ha spinto a scrivere il libro, perché
secondo me una teoria oltre a dover descrivere la realtà con un numero di parametri il più piccolo possibile, ovvero
nel modo più elegante possibile, ed avere una grossa forza predittiva, deve
essere comprensibile, dev’essere intuitiva, dev’essere facilmente afferrabile
da chiunque, almeno nei suoi concetti di base.
Sylvie Coyaud
Ehi! Questo sì che è audace! Allora una
buona notizia è che in realtà l’accademia non ha trattato malissimo i suoi
bouncers e lo stanno invitando ad andare avanti.
E anche noi
perché ci piacerebbe vedere come da questi inizi lei arriva a tutte le
particelle con massa e carica.
Noi quindi
l’aspettiamo al varco, Francesco Gasperoni, che vi ricordiamo è autore di
Bouncers. Di che cosa è fatto il mondo?
Che è un po’
una lettura che consigliamo a tutti, Società Editrice Universo.
La salutiamo
con questo, che viene dopo, perché è la radiazione cosmica a microonde di
fondo.
(suono della
radiazione cosmica di fondo)
http://www.astro.virginia.edu/~dmw8f/sounds/aas/sounds_web_long_files/slide0299.htm
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